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日志


6月30日

Libertà- Paul Eluard

Sui quaderni di scolaro
   Sui miei banchi e gli alberi 
   Sulla sabbia sulla neve
   Scrivo il tuo nome

   Su ogni pagina che ho letto
   Su ogni pagina bianca
   Sasso sangue carta o cenere
   Scrivo il tuo nome

   Sulle immagini dorate
   Sulle armi dei guerrieri 
   Sulla corona dei re
   Scrivo il tuo nome 

   Sulla giungla ed il deserto
   Sui nidi sulle ginestre
   Sull' eco della mia infanzia
   Scrivo il tuo nome

   Sulle meraviglie della notte
   Sul pan bianco dei miei giorni
   Sulle stagioni fidanzate
   Scrivo il tuo nome

   Su tutti i miei lembi d'azzurro
   Sullo stagno sole sfatto
   Sul lago luna viva
   Scrivo il tuo nome

   Sui piani sull'orizzonte
   Sulle ali degli uccelli
   E sul mulino delle ombre
   Scrivo il tuo nome

Su ogni alito d'aurora
Sulle onde sulle barche
Sulla montagna demente
Scrivo il tuo nome

Sulla schiuma delle nuvole
Su i sudori d'uragano
Sulla pioggia spessa e morta
Scrivo il tuo nome

Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Scrivo il tuo nome

Su i sentieri risvegliati
Sulle strade dispiegate
Sulle piazze che dilagano
Scrivo il tuo nome

Sul lume che s'accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Scrivo il tuo nome

Sul frutto schiuso in due
dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto guscio vuoto
Scrivo il tuo nome

Sul mio cane ghiotto e tenero
Sulle sue orecchie diritte
Sulla sua zampa maldestra
Scrivo il tuo nome

Sul decollo della soglia 
Sugli oggetti familiari
Su la santa onda del fuoco
Scrivo il tuo nome

Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Scrivo il tuo nome

Sui vetri degli stupori
Sulle labbra attente
Tanto più sul silenzio
Scrivo il tuo nome

Sui miei rifugi distrutti
Sui miei fari crollati
Sulle mura del mio tedio
Scrivo il tuo nome

Su l'assenza che non chiede
Su la nuda solitudine
Su i gradini della morte
Scrivo il tuo nome

Sul vigore ritornato
Sul pericolo svanito
Sull'immemore speranza
Scrivo il tuo nome

E in virtù di una parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per chiamarti
Libertà

Frase

Chi lotta può perdere,
chi non lotta ha già perso.
                              Che Guevara
6月28日

Contro le ingiustizie

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.
                                                                                                                       Bertolt Brecht
6月17日

Bandiera rossa

Avanti o popolo, alla riscossa,
Bandiera rossa, Bandiera rossa
Avanti o popolo, alla riscossa,
Bandiera rossa trionferà.
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Evviva il comunismo e la libertà.
Degli sfruttati l'immensa schiera
La pura innalzi, rossa bandiera.
O proletari, alla riscossa
Bandiera rossa trionferà.
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Il frutto del lavoro a chi lavora andrà.
Dai campi al mare, scuola e miniera,
All'officina, chi soffre e spera,
Sia pronto, è l'ora della riscossa.
Bandiera rossa trionferà.
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Soltanto il comunismo è vera libertà.
Non più nemici, non più frontiere:
Sono i confini rosse bandiere.
O comunisti, alla riscossa,
Bandiera rossa trionferà.
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Bandiera rossa la trionferà
Evviva il comunismo e la libertà.

Un anno è passato

Un anno è passato da quel 18 settembre, quando per la prima volta ci siamo conosciuti.
Volti nuovi, e non sapevo che mi sarei affezionato tanto alla mia classe. Con alcuni ci conoscevamo, con altri ci eravamo solo intravisti mezza volta e di sfuggita, mentre con altri non ci eravamo mai incontrati. Ma la persona cui mi sono legato di più è stata la professoressa Medde.
Ricordo come fosse successo ieri quando entrò in classe, timida, con i libri stretti al petto. Mai mi sarei immaginato che fosse così simpatica e grintosa. Una bella persona, fuori ma soprattutto dentro.
Io e tutta la classe abbiamo passato, con lei, giorni, settimane, mesi e, senza accorgercene, ci siamo avvicinati sempre più velocemente al momento dei saluti, del distacco, un momento che avrei voluto non fosse mai sopraggiunto. Ma ci ha sorpresi, ci ha fatto stare male, ci ha fatto piangere, ci ha fatto dire tutte quelle cose che ci tenevamo dentro e che, pensavamo, non avremmo tirato fuori per nessuna ragione.
Siamo stati fortunati perchè ci ha insegnato e perchè è entrata nella nostra vita, o almeno nella mia, come un uragano, impetuoso, che tutto cambia e stravolge, per poi uscirne in modo altrettanto sconvolgente. 
Ora, a me ed a tutti i miei compagni, non resta che sperare; sperare che l'anno prossimo, a settembre, la vedremo rientrare in classe, come al solito timida, sorridente e solare, più di ogni altra persona al mondo. 
                                                                         
                                   ARRIVEDERCI A PRESTO, PROFESSORESSA
6月15日

La legge dello studente

La legge dello studente...

...la mia legge, la nostra legge!!!

'In modo che i genitori e i professori non pensino che siamo così stupidi come sembriamo!!!'

Abbiamo sempre ragione!

1 Non copiamo mai... consultiamo solamente i nostri dubbi!

2 Non scriviamo i banchi... li decoriamo!

3 Non insultiamo i professori... solamente gli ricordiamo quello che sono!

4 Non ci distraiamo... studiamo semplicemente le mosche!

5 Non leggiamo reviste... arricchiamo la nostra informazione!

6 Non scriviamo bigliettini... studiamo un altro mezzo di comunicazione!

7 Non dormiamo in classe... riflettiamo!

8 Non parliamo... intercambiamo espressioni!

9 Non mastichiamo gingomme... stimoliamo i nostri muscoli!

10 Non ci facciamo bocciare... ci vogliono bocciare!

11 Non lanciamo matite... studiamo la legge di gravità!

12 Non ridiamo... siamo felici!

6月14日

Uccello in chiesa

 

Era d’agosto e un povero uccelletto,

ferito dalla fionda d’un maschietto,

andò, per riposare l’ala offesa,

sulla finestra aperta d’una chiesa.


Dalle tendine del confessionale

il parroco intravide l’animale

ma, pressato dal ministero urgente,

rimase intento a confessar la gente.


Mentre in ginocchio alcuni, altri a sedere

dicevano i fedeli le preghiere,

una donna, notato l’uccelletto,

lo prese al caldo e se lo mise al petto.


D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio e il prete a quel rumore

il ruolo abbandonò di confessore

e scuro in viso peggio della pece

s’arrampicò sul pulpito e poi fece:


"Fratelli, chi ha l’uccello, per favore,

esca fuori dal tempio del Signore."

I maschi, un po’ stupiti a tal parole,

lenti s’accinsero ad alzar le suole.


Ma il prete a quell’errore madornale

"Fermi!", gridò, "mi sono espresso male.

Rientrate tutti e statemi a sentire:

solo chi ha preso l’uccello deve uscire."


A testa bassa, la corona in mano,

cento donne s’alzarono pian piano.

Ma mentre se n’andavano ecco allora che il parroco strillò:

"Sbagliate ancora! Rientrate tutte quante, figlie amate,

ch’io non volevo dir quel che pensate."


"Ecco, quello che ho detto torno a dire:

solo chi ha preso l’uccello deve uscire,

ma mi rivolgo, non ci sia sorpresa,

soltanto a chi l’uccello ha preso in chiesa."


Finì la frase e nello stesso istante

le monache s’alzaron tutte quante,

e con il volto pieno di rossore

lasciavano la casa del Signore.


"Oh Santa Vergine!", esclamò il buon prete,

"Fatemi la grazia, se potete!"

Poi: "Senza fare rumore dico, piano piano,

s’alzi soltanto chi ha l’uccello in mano."


Una ragazza, che col fidanzato

s’era messa in un angolo appartato,

sommessa mormorò, col viso smorto:

"Che ti dicevo? Hai visto? Se n’è accorto!"