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6月30日 Libertà- Paul Eluard
FraseChi lotta può perdere,
chi non lotta ha già perso.
Che Guevara 6月28日 Contro le ingiustiziePrima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.
Bertolt Brecht 6月17日 Bandiera rossa
Un anno è passatoUn anno è passato da quel 18 settembre, quando per la prima volta ci siamo conosciuti.
Volti nuovi, e non sapevo che mi sarei affezionato tanto alla mia classe. Con alcuni ci conoscevamo, con altri ci eravamo solo intravisti mezza volta e di sfuggita, mentre con altri non ci eravamo mai incontrati. Ma la persona cui mi sono legato di più è stata la professoressa Medde.
Ricordo come fosse successo ieri quando entrò in classe, timida, con i libri stretti al petto. Mai mi sarei immaginato che fosse così simpatica e grintosa. Una bella persona, fuori ma soprattutto dentro.
Io e tutta la classe abbiamo passato, con lei, giorni, settimane, mesi e, senza accorgercene, ci siamo avvicinati sempre più velocemente al momento dei saluti, del distacco, un momento che avrei voluto non fosse mai sopraggiunto. Ma ci ha sorpresi, ci ha fatto stare male, ci ha fatto piangere, ci ha fatto dire tutte quelle cose che ci tenevamo dentro e che, pensavamo, non avremmo tirato fuori per nessuna ragione.
Siamo stati fortunati perchè ci ha insegnato e perchè è entrata nella nostra vita, o almeno nella mia, come un uragano, impetuoso, che tutto cambia e stravolge, per poi uscirne in modo altrettanto sconvolgente.
Ora, a me ed a tutti i miei compagni, non resta che sperare; sperare che l'anno prossimo, a settembre, la vedremo rientrare in classe, come al solito timida, sorridente e solare, più di ogni altra persona al mondo.
ARRIVEDERCI A PRESTO, PROFESSORESSA 6月15日 La legge dello studenteLa legge dello studente...
6月14日 Uccello in chiesaEra d’agosto e un povero uccelletto, ferito dalla fionda d’un maschietto, andò, per riposare l’ala offesa, sulla finestra aperta d’una chiesa.
Dalle tendine del confessionale il parroco intravide l’animale ma, pressato dal ministero urgente, rimase intento a confessar la gente.
Mentre in ginocchio alcuni, altri a sedere dicevano i fedeli le preghiere, una donna, notato l’uccelletto, lo prese al caldo e se lo mise al petto.
D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio e il prete a quel rumore il ruolo abbandonò di confessore e scuro in viso peggio della pece s’arrampicò sul pulpito e poi fece:
"Fratelli, chi ha l’uccello, per favore, esca fuori dal tempio del Signore." I maschi, un po’ stupiti a tal parole, lenti s’accinsero ad alzar le suole.
Ma il prete a quell’errore madornale "Fermi!", gridò, "mi sono espresso male. Rientrate tutti e statemi a sentire: solo chi ha preso l’uccello deve uscire."
A testa bassa, la corona in mano, cento donne s’alzarono pian piano. Ma mentre se n’andavano ecco allora che il parroco strillò: "Sbagliate ancora! Rientrate tutte quante, figlie amate, ch’io non volevo dir quel che pensate."
"Ecco, quello che ho detto torno a dire: solo chi ha preso l’uccello deve uscire, ma mi rivolgo, non ci sia sorpresa, soltanto a chi l’uccello ha preso in chiesa."
Finì la frase e nello stesso istante le monache s’alzaron tutte quante, e con il volto pieno di rossore lasciavano la casa del Signore.
"Oh Santa Vergine!", esclamò il buon prete, "Fatemi la grazia, se potete!" Poi: "Senza fare rumore dico, piano piano, s’alzi soltanto chi ha l’uccello in mano."
Una ragazza, che col fidanzato s’era messa in un angolo appartato, sommessa mormorò, col viso smorto: "Che ti dicevo? Hai visto? Se n’è accorto!" |
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